A Roma la fotografia racconta l’eternità: AntiGallery inaugura la mostra “L’Eterna Estate”

La fotografia come strumento capace di fermare il tempo, custodire la memoria e preservare la bellezza oltre la sua naturale caducità. È attorno a questa riflessione che nasce “L’Eterna Estate: ontologia del segno e l’immortalità della forma”, la nuova mostra che sarà inaugurata il prossimo 12 giugno alle ore 18.30 negli spazi di AntiGallery, in via degli Zingari 3, nel cuore del Rione Monti.

L’esposizione, curata da Barbara Martusciello, rappresenta il ventottesimo appuntamento di FotograficaMonti, rassegna dedicata alla fotografia contemporanea che negli anni ha ospitato artisti e progetti capaci di indagare il rapporto tra immagine, società e ricerca estetica.

Shakespeare e Barthes dialogano attraverso la fotografia

Il titolo della mostra prende spunto da uno dei passaggi più celebri del Sonetto 18 di William Shakespeare, dove il poeta immagina una bellezza destinata a non svanire mai. Un concetto che, nella lettura proposta dall’esposizione, trova una sorprendente corrispondenza nel linguaggio fotografico.

Se ogni estate è destinata a finire, la fotografia può invece sottrarre un istante al trascorrere del tempo, trasformandolo in una presenza permanente. Un’idea che richiama anche il pensiero del teorico francese Roland Barthes, secondo cui ogni fotografia testimonia qualcosa che è realmente esistito e che continua a sopravvivere attraverso l’immagine.

Sei autori per una riflessione sul tempo

Protagonisti della collettiva sono Alessandro Cidda, Serena Dattilo, Carmelo Macri, Valentina Malatesta, Roberto Petitti e Andrea Sabatello, chiamati a confrontarsi con il tema dell’“eterna estate” attraverso sensibilità e linguaggi differenti.

Le opere esposte non si limitano a rappresentare una stagione, ma trasformano l’estate in una metafora della pienezza, della memoria e della permanenza. Ogni immagine diventa così un’occasione per interrogarsi sul significato del ricordo e sulla possibilità dell’arte di conservare ciò che nella realtà è destinato a mutare.

Un percorso tra luce, memoria e identità

La mostra sviluppa una riflessione che attraversa alcuni dei temi centrali della fotografia contemporanea: il valore della luce come elemento creativo, il ruolo dell’immagine nella costruzione della memoria e la capacità dello sguardo di attribuire significato al mondo.

Attraverso gli scatti selezionati emerge una visione della fotografia non soltanto come documento, ma come esperienza capace di trascendere il reale e di generare nuove forme di permanenza. L’obiettivo non registra semplicemente ciò che accade, ma contribuisce a trasformarlo in memoria condivisa.

La mostra visitabile fino al 12 luglio

“L’Eterna Estate: ontologia del segno e l’immortalità della forma” resterà aperta al pubblico fino al 12 luglio 2026. Le sale di AntiGallery saranno visitabili ogni giorno dalle 17 alle 2 di notte, offrendo agli appassionati di fotografia e arte contemporanea un nuovo appuntamento culturale nel centro storico della Capitale.

Un percorso espositivo che invita il visitatore a riflettere sul rapporto tra tempo e immagine, dimostrando come la fotografia possa ancora oggi rappresentare uno dei più potenti strumenti di conservazione della memoria e della bellezza.

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