Presentata alla Palazzina Toti l’iniziativa promossa dall’ASP Istituto Romano di San Michele insieme alla Comunità San Filippo Neri – E Poi?. Un percorso di dodici mesi tra sostegno educativo, prevenzione della dispersione scolastica e valorizzazione della memoria degli anziani.

ROMA – La solidarietà passa anche attraverso il dialogo tra generazioni, la condivisione dei ricordi e l’attenzione verso chi vive situazioni di fragilità. Da questi principi prende vita il Progetto “Silvia Carvaruso”, inaugurato giovedì 15 ottobre presso la Palazzina Toti dell’ASP Istituto Romano di San Michele, con l’obiettivo di creare un legame concreto tra il mondo dei giovani e quello degli anziani.
L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra l’ASP Istituto Romano di San Michele e la Comunità San Filippo Neri – E Poi?, due realtà che hanno scelto di mettere insieme esperienze e risorse per promuovere attività educative, inclusione sociale e nuove opportunità di partecipazione.
Al centro del progetto ci sono bambini e adolescenti, destinatari di percorsi di doposcuola e sostegno allo studio, ma anche gli anziani ospiti delle strutture residenziali del San Michele, che saranno coinvolti in momenti di incontro e narrazione.
Una cerimonia nel ricordo di Silvia Carvaruso
L’avvio ufficiale del progetto è stato accompagnato da una cerimonia alla quale hanno partecipato il presidente dell’ASP San Michele, Giovanni Libanori, il direttore Serafino Giuliani e don Gabriele Vecchione, in rappresentanza della Comunità San Filippo Neri – E Poi?.
Nel corso dell’inaugurazione è stata scoperta una targa in memoria di Silvia Carvaruso, alla quale è dedicato il percorso.
Un momento significativo che ha dato valore simbolico a un’iniziativa pensata per mettere le persone al centro, riconoscendo nell’ascolto e nella vicinanza reciproca elementi fondamentali per costruire una società più inclusiva.
La giornata ha rappresentato anche un’occasione per ribadire l’importanza della collaborazione tra istituzioni e realtà sociali, soprattutto quando l’obiettivo comune è offrire risposte concrete ai bisogni della comunità.
Sostegno ai più giovani e prevenzione dell’abbandono scolastico
Tra le principali finalità del Progetto “Silvia Carvaruso” figura il contrasto alle difficoltà educative che possono interessare bambini e ragazzi, in particolare quelli provenienti da contesti familiari e sociali più fragili.
Le attività di doposcuola e accompagnamento educativo, promosse dalla Comunità San Filippo Neri – E Poi?, intendono offrire uno spazio nel quale i giovani possano ricevere supporto nello studio, sviluppare competenze e costruire rapporti positivi.
L’attenzione è rivolta anche alla prevenzione della dispersione scolastica, un fenomeno che richiede interventi capaci di sostenere non soltanto il rendimento didattico, ma anche la motivazione, la fiducia e il benessere relazionale degli studenti.
Il progetto punta dunque a creare un ambiente nel quale ogni ragazzo possa sentirsi accolto e valorizzato, trovando occasioni di crescita personale e confronto.
Dodici mesi di racconti per avvicinare generazioni diverse
Accanto alle attività educative, il progetto introduce un percorso dedicato alla narrazione orale intergenerazionale, che si svilupperà nell’arco di dodici mesi attraverso laboratori con cadenza bimensile.
Gli incontri coinvolgeranno i giovani e gli anziani ospiti delle strutture residenziali dell’ASP San Michele, favorendo lo scambio di storie, esperienze e ricordi.
Le testimonianze delle persone anziane diventeranno così occasioni di conoscenza per i più giovani, mentre la presenza dei ragazzi offrirà nuove opportunità di dialogo, socializzazione e partecipazione agli ospiti dell’Istituto.
Un’esperienza che intende superare le distanze legate all’età, dimostrando come il confronto tra generazioni possa contribuire alla crescita reciproca.
Il racconto delle esperienze personali assume inoltre un valore importante nella prevenzione della solitudine e dell’isolamento sociale, permettendo agli anziani di condividere il proprio patrimonio di memoria e di sentirsi parte attiva della vita collettiva.
Il ruolo dell’ASP San Michele nella costruzione di una comunità inclusiva
Con questa iniziativa, l’ASP Istituto Romano di San Michele prosegue nel proprio impegno a favore dell’apertura al territorio e della collaborazione con associazioni e comunità impegnate nel sociale.
Il Progetto “Silvia Carvaruso” rappresenta un esempio di come strutture residenziali, attività educative e realtà associative possano dialogare per dare vita a esperienze capaci di coinvolgere persone di età e provenienze differenti.
L’obiettivo è favorire una partecipazione sempre più ampia, valorizzando il contributo di ciascuno e creando occasioni di incontro che vadano oltre le attività quotidiane.
La collaborazione con la Comunità San Filippo Neri – E Poi? si inserisce proprio in questa prospettiva, mettendo in relazione le esigenze educative dei più giovani con il desiderio di ascolto, socialità e condivisione delle persone anziane.
Dalla memoria al futuro, un legame che genera nuove opportunità
Il Progetto “Silvia Carvaruso” si propone come un percorso nel quale educazione e solidarietà procedono insieme, dando spazio alle storie individuali e al valore delle relazioni.
Da un lato il sostegno ai ragazzi nel loro cammino scolastico e personale, dall’altro il coinvolgimento degli anziani in attività che ne riconoscono il ruolo sociale e umano.
Due dimensioni che si incontrano in un’unica iniziativa, con l’intento di rafforzare il senso di comunità e promuovere una cultura dell’accoglienza.
Al San Michele, il ricordo di Silvia Carvaruso diventa così il punto di partenza di un progetto rivolto al futuro, nel quale giovani e anziani possono conoscersi, ascoltarsi e scoprire quanto ogni storia abbia qualcosa da insegnare.