A Roma un’iniziativa che unisce istituzioni, famiglie e operatori nel segno della cura

Roma, 20 aprile 2026 – Una giornata dedicata alla memoria, alla cura e alla condivisione. È questo il significato della Festa di Primavera che si è svolta venerdì 17 aprile presso il Centro Diurno Alzheimer S. Eufemia, in Via Guattani 17, nel cuore del Municipio II di Roma.
L’evento ha rappresentato molto più di un semplice momento conviviale. Si è trattato di un’occasione concreta per rafforzare il dialogo tra istituzioni, operatori sanitari e famiglie, ponendo al centro il tema dell’assistenza alle persone affette da Alzheimer e il valore di una rete territoriale solida e integrata.
Promossa da ASP Istituto Romano di San Michele in collaborazione con Municipio Roma II, ASL Roma 1 e Università La Sapienza, l’iniziativa ha visto una partecipazione attiva e sentita, a conferma dell’importanza crescente di questi momenti per il territorio.
Un incontro tra istituzioni e territorio
La mattinata si è aperta con un’accoglienza informale che ha favorito fin da subito un clima di vicinanza e partecipazione. A seguire, gli interventi istituzionali hanno offerto uno spaccato chiaro dell’impegno congiunto delle realtà coinvolte.
Tra i protagonisti, Giovanni Libanori, Presidente dell’ASP Istituto Romano di San Michele, Gianluca Bogino, Assessore alle Politiche Sociali del Municipio Roma II, il Professor Evaristo Ettorre del Policlinico Umberto I e la Dott.ssa Lidia Pierro.
Dalle loro parole è emersa con forza la necessità di costruire percorsi condivisi, capaci di rispondere in modo efficace alle esigenze delle persone fragili, attraverso un approccio multidisciplinare e territoriale.
Il ruolo del Centro Diurno e delle attività educative
Il Centro Diurno Alzheimer S. Eufemia si conferma un presidio fondamentale per il territorio. Durante l’incontro, la Dott.ssa Silvia Centracchio e la Dott.ssa Noemi Massaro hanno raccontato il lavoro quotidiano svolto con gli ospiti.
Le attività proposte, basate su stimolazione cognitiva, relazione e manualità, rappresentano strumenti essenziali per mantenere attive le capacità residue e migliorare il benessere complessivo delle persone con Alzheimer. Un approccio che mette al centro la persona, valorizzandone dignità e identità.
Sinergie e progetti per una comunità inclusiva
Particolare attenzione è stata dedicata al tema delle collaborazioni sul territorio. Il Centro opera infatti in sinergia con realtà come la Fondazione Roma, la cooperativa Nuove Risorse, l’Alzheimer Uniti Roma e l’I.C. Falcone e Borsellino.
Queste collaborazioni consentono di sviluppare progetti intergenerazionali che avvicinano giovani e anziani, creando occasioni di scambio e rafforzando il tessuto sociale. Un modello che dimostra come la comunità possa diventare parte attiva nei percorsi di cura.
Un momento di memoria condivisa
Tra i momenti più intensi della giornata, il ricordo della Dott.ssa Benedetta Pinna Berchet ha unito i presenti in un sentimento di gratitudine e partecipazione.
La commemorazione, affidata alla Dott.ssa Veronica Ricottini, si è concretizzata nello scoprimento di una targa e nella piantumazione di una pianta di limone, gesto simbolico che richiama la continuità dell’impegno e il valore della memoria.
Il valore delle attività condivise
La seconda parte della giornata ha visto protagonisti gli ospiti dei Centri Diurni in un laboratorio di giardinaggio integrato. Un’attività semplice ma profondamente significativa, capace di stimolare partecipazione, autonomia e relazione.
Il contatto con la natura e il lavoro manuale si sono rivelati strumenti preziosi per favorire il benessere emotivo e rafforzare il senso di appartenenza. La giornata si è conclusa con un momento conviviale che ha ulteriormente consolidato i legami tra i partecipanti.
Un modello da valorizzare
La Festa di Primavera del Centro Diurno Alzheimer S. Eufemia si conferma un’iniziativa capace di andare oltre il singolo evento. Rappresenta infatti un modello di intervento basato sulla collaborazione, sulla prossimità e sulla centralità della persona.
In un contesto in cui l’Alzheimer rappresenta una sfida sempre più rilevante, esperienze come questa dimostrano quanto sia fondamentale investire nella rete territoriale e nella costruzione di comunità inclusive, in grado di prendersi cura dei propri membri più fragili.